Definizionimeditazionemeditazione fotografica

Fotografia e meditazione : cosa hanno in comune?

Meditare deriva del latino meditari , che a sua volta deriva dalla parola sanscrita dhyna: contemplare, prendere in considerazione a lungo e in profondità qualcosa. Meditare è un vedere che rende fruttuoso un guardare. Fotografare puo’ essere un tramite per allenare uno sguardo meditativo. Il concetto cardine che unisce le due pratiche infatti è l’ Osservazione.

Sia la fotografia che la meditazione si definiscono Arti e richiedono tempo, impegno, studio e molta pratica. Entrambe richiedono una concentrazione costante su cio’ che accade per poter “vedere”, in quello che ci circonda e dentro noi stessi.

Sia fotografia che meditazione alterano volontariamente lo stato di coscienza: la visione abituale della realtà per come la definiamo nella quotidianità viene sostituita da una profonda consapevolezza, composta da sensi altamente percettivi e conoscenza che ogni istante è unico e irripetibile, per un’osservazione di una realtà fugace.

Infatti, per chi non lo sapesse, meditare non significa solo posizioni scomode, respiri profondi ad occhi chiusi e ricercare il vuoto mentale, anzi: spesso quest’arte è composta da intuizioni, percezioni, dinamismo e immagini. Proprio come la fotografia.

Ci sono diverse pratiche della meditazione che si svolgono nei gesti quotidiani, dalla camminata all’alimentazione: essendo diventata la fotografia ormai un gesto che svolgiamo quasi ogni giorno può diventare benissimo una pratica meditativa. Essendo spesso basato su gesti “banali” che svolgiamo tutti i giorni, molto spesso stiamo già meditando, solo che non sappiamo di farlo!(ti racconto la mia esperienza con la meditazione fotografica)   La chiave sta in questi gesti di approcciarsi con consapevolezza, intenzione e apertura. Fotografare, e quindi anche osservare, può essere un modo per tornare a percepire il mondo interiore ed esterno, per portarci al di fuori dal ritmo frenetico di tutti i giorni ed esprimere i nostri pensieri e la nostra vera natura.

L’uso della macchina fotografica o di una fotocamera in generale, puo’ essere considerato uno degli strumenti del praticante, al pari di un cuscino, dell’uso dell’incenso o di una musica rilassante, con lo scopo di creare uno stato mentale in cui trovare concentrazione a prescindere delle condizioni esterne o del luogo in cui si sta praticando.

Come strumento inoltre è importante che sia un sostegno e non un ostacolo, quindi benvengano automatismi e la semplicità di utilizzo, non vi deve essere frustrazione o difficoltà. Isolare  sguardo con uno schermo per allenarci  a focalizzare l’attenzione per poi praticare l’Osservazione  Consapevole senza l’uso di alcun mezzo.

"La macchina fotografica è uno strumento che insegna alla gente come vedere il mondo senza la macchina fotografica". (Dorothea Lange)

Serenella Volpe – Fotografa di Natura

info@serenellavolpe.it

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