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Fotografia e Meditazione : la mia pratica in Natura

Quando scatto fotografie trattengo il respiro. Ho iniziato a farlo in maniera instintuale ma approfondendo con studi, approfondimenti e ricerca ho notato che questo gesto aveva molto a che fare con la pratica della meditazione.

Inspiro mentre compongo, trattengo qualche scatto per poi espirare, quasi con sollievo. Inspiro-click-espiro, inspiro-click-espiro. Forse anche per questo quando faccio una sessione fotografica ne esco poi molto calma e rigenerata.

Per me la fotografia è diventata una tecnica meditativa molto potente, che mi quieta l’ansia e i pensieri ricorrenti, mi fa ritrovare ispirazione, mi permette di rallentare e anche vivere una spiritualità appagante.

© Serenella Volpe Fotografia

Quando mi approccio a una scena da fotografare mi accorgo che inizialmente il ritmo è frenetico, lo sguardo e i pensieri saltellano da un dettaglio all’ altro. Reagisco come come quando si porta un cane al parco e sgancia il guinzaglio : Libertà!!! Quante cose da vedere, da percepire, che turbinio di sensazioni!

Piano piano lascio che che qualcosa attiri la mia attenzione e seguo l’istinto, proprio come i cani che si fermano a fiutare un odore. Dal complesso mondo inizio a estrapolo un particolare da cui iniziare. Isolo i diversi elementi che vedo attorno a me li analizzo brevemente.

Isolarli mi permette di focalizzare l’attenzione e dirigerla in maniera puntale e all’accorrenza andare in profondità,

INDIRIZZARE LO SGUARDO

A volte pensieri e stimoli esterni rendono difficile concentrarsi, e allora si puo’ ricorrere a un semplice trucchetto. Prova a condurre lo sguardo come fanno i bambini nelle mani messe a cannocchiale, o a “frame” come i registi, fai un tubo con un giornale o usa lo schermo del tuo cellulare o macchina fotografica. Noterai che quello che stai guardando apparirà molto più chiara in seguito all’esclusione di tutte le altre immagini. Mettere un limite, fisico, allo sguardo permette di indirizzarlo (quasi) senza interferenze

Si impara così facendo in maniera giocosa e creativa a controllare gli stimoli visivi e a non esserne sopraffatti.

Dopo aver scelto il soggetto della fotografia inizio a “danzarci” attorno, per quanto lo spazio me lo permetta. Mi alzo, mi abbasso, mi allontano, mi avvicino, ci giro intorno, sempre osservandolo, cercando di notare la luce, i dettagli che si mostrano o si celano variando il punto di vista. Nel frattempo “osservo” le mie percezioni: ascolto se ci sono tensioni, se sento calore, faccio a caso ai profumi, ai suoni. Passo da un’osservazione all’altra, fino ad accorgermi che infine è tutto collegato.

Con intenzione e intuito termino le osservazioni, quando mi sembra di averne valutato le diverse sfaccettature, quando mi sembra di essermi immersa davvero nell’ambiente e esserne diventata parte. Ho scelto da dove scattare la mia fotografia, sento i piedi ben piantati a terra, sono consapevole delle mie sensazioni e non. Inspiro profondamente, trattengo-click- espiro.

© Serenella Volpe Fotografia

Solo uno scatto, o al massimo tre. Non me ne servono tanti di più perché prima mi sono dedicata a una profonda Osservazione Consapevole  e sono concentrata sul tutto, il cielo, la terra, le sensazioni, l’immagine all’interno del mio schermo.

Solo in questo mondo sono certa che rivedendo quell’immagine sarò in grado di richiamare le stesse sensazioni e potro’ eventualmente continuare a lavorarci, trovandone magari nuovi significati nascosti , nuova fonte di benessere e ispirazione.

In queste sessioni fotografiche non inseguo l’estetica dello scatto , anche se con la molta attenzione che vi ripongo quasi certamente uscirà qualcosa di significativo e gradevole ai miei occhi, non inseguo tecnicismi, benvengano gli automatismi, spesso rimangono anche scatti privati che non condivido. Talvolta il gesto in sé di fotografare basta e avanza: come ci si mette a meditare non per trovare risposte o raggiungere chissà quali svolte ma solo per meditare e basta, così anche fotografare, o meglio tutta l’osservazione che lo precede, rimane il fine ultimo, senza altro scopo. Allora mi capita che non scarico nemmeno le fotografie dalla scheda oppure non scatto nemmeno un’immagine, perché già pienamente soddisfatta di aver semplicemente preso del tempo per osservare.

Vi invito a provare la mia pratica di meditazione fotografica, adattandola in maniera creativa e a seconda delle vostre esigenze. E se ne avete piacere raccontatemi le vostre esperienze

Serenella Volpe – Fotografa di Natura

info@serenellavolpe.it

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